
Qualcuno direbbe “meglio tardi che mai”. Dopo mesi di incertezze, di ipotesi spostate fra “salotti romani” e interminabili consultazioni, pare che la svolta sia arrivata: la candidata a sindaco di Trento per il centrodestra sarà espressione di Fratelli d’Italia. Una decisione che suona come un vero e proprio passaggio di consegne alla Meloni e ai suoi, lasciando la Lega, per certi versi, più defilata di quanto potesse immaginare.
La partita si restringe a due nomi
Le figure sul tavolo sono quelle di Ilaria Goio e Francesca Gerosa. Due donne, due profili diversi:
Goio, imprenditrice, senza tesseramento diretto con FdI, ma vicina a quell’area e in grado – almeno nelle intenzioni – di attirare l’interesse dei civici e dei moderati.
Gerosa, vicepresidente della Giunta Provinciale: qualcuno ipotizzava fosse la candidata naturale, ma le sue prospettive future (correre per la Provincia nel 2028) e l’esigenza di non sovrapporre troppo impegni diversi spingono lo stesso partito a valutare con prudenza la sua discesa in campo.
Il nodo dovrebbe sciogliersi a breve, ma la sensazione è che proprio Ilaria Goio stia guadagnando terreno: meno rischi di sbilanciarsi, un profilo meno politicizzato, dunque più semplice da sostenere per alleati e liste civiche.
La Lega e lo “scotto” di Roma
La vera partita politica, però, si è giocata sull’asse Trento-Roma. La Lega, inizialmente, sembrava voler trovare un suo nome, o quantomeno un “volto condiviso” locale. La mancanza di soluzioni immediate ha portato a spostare la questione nei corridoi nazionali, dove alla fine è prevalso l’indirizzo di Fratelli d’Italia. Così, il Carroccio si trova a dover appoggiare una candidatura che non ha scelto in prima persona, e la sensazione di molti osservatori è che la Lega ne esca ridimensionata, come se l’“ultima parola” fosse spettata ad altri, diciamo pure con le ‘ossa rotte’.
In parallelo, c’è il Patt, che dopo settimane di attesa aveva annunciato di voler correre da solo, stanco dei continui ritardi e del clima d’incertezza. La domanda è: rimarrà fedele alla linea solitaria, oppure tornerà in squadra, ora che il nome di Fratelli d’Italia sembra mettere d’accordo – almeno sulla carta – il grosso della coalizione? La risposta non tarderà, visto che i tempi stringono e la composizione delle liste diventa un passaggio cruciale.
Prossime mosse e umore del centrodestra
Con la candidatura di matrice FdI alle porte, la coalizione si appresta a compattarsi (o, almeno, è quello che chiedono i vertici nazionali). In ballo c’è la sfida contro Franco Ianeselli, sindaco uscente, che finora si è limitato a osservare le manovre dell’opposizione, probabilmente in attesa di un nome definito contro cui aprire realmente la campagna.
Resta, invece, da capire se la base leghista accetterà di buon grado un’imposizione calata dall’alto, o se qualche malumore possa rendere meno lineare la corsa unitaria. In ogni caso, la parola d’ordine – imposta da Roma – è: “coalizione unita”.
Insomma, “Habemus candidatum?” è forse l’annuncio più atteso in queste settimane di fibrillazione. Manca solo l’ufficialità del nome, ma il cerchio si è ristretto, e la direzione è quella di una candidatura femminile di Fratelli d’Italia. La Lega incassa, non senza qualche mal di pancia, e il Patt si trova a un bivio: tornare o andare avanti in solitaria?
Di certo, la campagna elettorale potrà finalmente entrare nel vivo: i programmi, finora rimasti in disparte, dovranno emergere in fretta per convincere i trentini. E non è detto che la soluzione trovata a Roma basti da sola a evitare nuove tensioni o sorprese. Ma per il momento, almeno, un segnale di chiarezza c’è stato: la candidata c’è, e il centrodestra dovrà – responsabilmente – “dì de sì”.
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