
Il pane carasau. Forza, lo conoscete, no? Quella “carta musica” che fa un rumore inconfondibile quando la spezzi con le mani. Ma vi siete mai fermati a pensare che non è solo pane? È una storia che vive, pulsa, quella dei pastori sardi. Gente che passava giornate intere tra le montagne, con il vento e il sole in faccia e poco altro. E quel pane, così sottile e leggero, era il loro compagno fidato: fatto con pochissimi ingredienti – farina, acqua, un pizzico di lievito – ma capace di durare settimane. Lo annusi e, giuro, ti sembra di essere lì, in Sardegna, tra i profumi di terra e mare, tra i pascoli.
Poi c’è il pane guttiau. Basta un filo d’olio, una spolverata di sale, e quella semplicità diventa una cosa che ti prende il cuore, ti stordisce. È croccante, saporito, quasi un abbraccio che scricchiola. Me lo immagino mangiato così, al volo, mentre guardi il tramonto su un prato sardo.
E poi, signori, parliamo di sa cordula. Qui si va sul serio. Interiora d’agnello intrecciate come se fossero un’opera d’arte, cotte lente lente finché non si sciolgono in bocca. Non è per tutti, lo so, ha quel sapore forte che ti colpisce dritto. Ma dietro c’è tutto un mondo: un tempo in cui buttare via qualcosa era impensabile, e ogni pezzo di cibo aveva un senso, un valore. È come assaggiare la Sardegna più vera, quella che non si nasconde, quella nascosta al jet set internazionale.
E le seadas? Signori, le seadas sono un’altra storia. Più che un dolce, sono un sogno. Una sfoglia croccante, dentro il pecorino fresco che si fonde, poi la friggi fino a farla dorata e ci versi sopra del miele – per me, quello sardo, non c’è gara. Quando la mordi, succede il caos: dolce, salato, morbido, croccante, tutto insieme. Ti guardi intorno e pensi: “Ma come fanno a funzionare ‘sti sapori?”. Eppure funzionano, eccome. E quando finisci, hai quel sorrisetto stampato in faccia, garantito.
Ogni piatto sardo è un viaggio, davvero. Non parlo solo di gusto, ma di storie, di mani ruvide che impastano, di facce segnate dal sole. Il carasau, sa cordula, le seadas: non è solo roba da mangiare, è Sardegna pura. Un’isola che ti entra dentro e non se ne va più, neanche quando sei lontano dal tavolo.
“My journey through Sardinian lands” – a story of ancient traditions, breathtaking landscapes, and the soul of an island. Stay tuned for a glimpse into Sardinia’s timeless magic.
Lascia un commento