Quando Alessandro Borghese ha scelto di mettersi in viaggio per il Trentino con la sua trasmissione “4 Ristoranti”, uno dei piatti che hanno brillato sotto i riflettori è stato proprio quello degli Strangolapreti alla Trentina. Una pietanza che fonde la tradizione contadina con il recupero di ingredienti poveri – pane raffermo, spinaci, formaggio – e che racchiude storie popolari e antiche leggende sul suo nome intrigante. Ma se la trasmissione ha permesso a molti di riscoprirne il fascino, ha anche messo in luce un aspetto non da poco: i prezzi proposti in alcuni ristoranti, ritenuti da più parti “un po’ esorbitanti” per un piatto considerato “povero” sin dalle origini specialmente dai Trentini.

Tra storia e leggenda: perché “Strangolapreti”?

  • Origine popolare. Le narrazioni raccontano di preti ghiotti che rischiavano di “soffocare” divorando questi gnocchi in modo troppo vorace, o di contadini che, malvolentieri costretti a cucinare per i religiosi, avrebbero sperato di “farli strangolare” a suon di bocconi compatti. Leggende, certo, ma che aggiungono un tocco di colore a una ricetta di montagna.
  • Ingredienti di recupero. Il Trentino ha sempre dovuto fare i conti con un ambiente montano, dove gli sprechi in cucina erano inammissibili. Pane raffermo, spinaci (o erbette simili), uova, un po’ di latte e formaggio a legare: questo mix dava vita a un impasto soffice, poi formato in piccoli gnocchi. Un vero simbolo della cosiddetta “cucina povera”.

Semplicità e gusto, ma… a quale costo?

Non stupisce che un piatto così radicato nella tradizione trentina abbia catturato l’attenzione di Borghese e dei ristoranti protagonisti del suo show. Gli Strangolapreti parlano di ospitalità, di tavole imbandite in malghe e paesi di montagna, eppure, oggi, accade spesso di trovarli in menu a cifre non proprio “popolari”. La media nella puntata è stata di 14€ a porzione. A mio avviso, è un’enormità, considerando come sono fatti.

Motivazione di questo prezzo o Food Cost?

  • Valorizzazione del prodotto locale – Molti ristoranti scelgono ingredienti a km zero (o quasi), come erbette spontanee raccolte nei dintorni, formaggi d’alpeggio o burro artigianale.
  • Immagine gourmet – La storia stessa rende questi piatti speciali: nati poveri, ma oggi serviti con cura e una presentazione moderna, in un contesto di ristorazione spesso orientato al turismo.
  • Domanda e offerta – Il Trentino è una meta sempre più apprezzata, e questo influisce sui prezzi e sulle strategie di mercato.

Perché continuano a piacere?

  • Legame con il territorio: Chi visita il Trentino desidera assaggiare qualcosa di “autentico”. Gli Strangolapreti soddisfano perfettamente questa richiesta, offrendosi come racconto gastronomico di una zona alpina.
  • Versatilità: I ristoranti sperimentano varianti con formaggi diversi, aggiunte di speck croccante o salse più elaborate, rendendo il piatto tradizionale sorprendentemente contemporaneo.
  • Valore culturale: Dietro ogni boccone si percepisce il senso di comunità, la memoria di generazioni di contadini e la loro capacità di trasformare ingredienti umili in un capolavoro di gusto.

Gli Strangolapreti alla Trentina restano un emblema della cultura culinaria locale, unendo l’essenzialità degli ingredienti alla ricchezza della tradizione. E se la comparsa in TV ha attirato attenzione e (inevitabilmente) farà ulteriormente lievitare il costo di un piatto che, in origine, voleva essere “povero”, di certo non ne ha intaccato il fascino: rimane un’esperienza da provare per scoprire, in un colpo solo, un pezzo di storia, di territorio e di sapore. Per chi li trova a prezzi discutibili, la proposta di sempre: riproporli in casa, rispolverando le ricette contadine, perché in fondo la vera anima di questo piatto risiede nella sua semplicità. E anche nel gusto di non sprecare nulla.

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